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IL MIO BLOG:



DENTISTA LOW COST: LA VERITA’ PER CUI ALLA FINE VORRETE PAGARE DI PIU’
SCEGLIENDO IL MIGLIORE

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La Repupplica, Il Giornale, Ballaro’, La7, Canale 5, Televisione Svizzzera,
le Iene, orami sembra che il tema delle cure dentali low-cost sia un argomento di interesse nazionale per tutte le testate giornalistiche e le trasmissioni d’inchiesta italiane e non solo.
Il Rapporto Istat 2014 rivela dati allarmanti in merito alla cura dei denti e della bocca: sono oltre 8 milioni i cittadini che ne fanno a meno, di cui 2 milioni sono anziani over 65, in particolare per la crisi economica. Sta crescendo il numero degli italiani che utilizzano gli ambulatori sociali per gli immigrati. Uno scenario desolante, denunciato dalla Fipac (Federazione italiana pensionati attività commerciali di Confesercenti), che inevitabilmente si intreccia col nuovo orizzonte dei viaggi e cure low cost nell'Est europeo. Romania, Croazia, Slovenia e Polonia sono, infatti, alcune delle mete dove è possibile risparmiare. Secondo i dati forniti dall’Andi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), circa 1 miliardo di euro finiscono nelle casse dei dentisti stranieri. Ma non finisce qui, perché ora i dentisti e le società croate e slovene stanno aprendo sedi in Italia, delle agenzie viaggi dentali che garantiscono una prima visita gratis con preventivo e terapie in cliniche e studi all'estero con viaggio low cost, soggiorni gratuiti e prezzi più bassi di circa l’80% rispetto a quelli praticati nel bel Paese. Sicuramente non e’ possibile attribuire la responsabilita’ di questo fenomeno solo alla crisi economica; a mio parere anche i dentisti nostrani dovrebbero storicamente recitare un mea culpa perche’ le tariffe italiane del settore sono tra le piu’ care in Europa, seconde solo a quelle inglesi. Si parla infatti di eta’ dell’oro dell’odontoiatria, tra gli i ’70 e ’90, anni in cui grazie a margini di guadagno esorbitanti la figura professionale dell’odontoiatra e’ entrata di diritto nell’olimpo delle professioni da augurare ai propri figli, garanzia di vita agiata e futuro prospero con introiti in quei tempi anche piu’ di dieci volte superiori a quelli di un impiegato statale. Ma la globalizzazione e l’Europa unita ha svegliato dal sogno i dentisti portandoli alla realta’ della concorrenza del libero mercato.
Con la circolazione delle persone, gli accordi europei hanno infatti previsto anche la libera circolazione dei titoli accademici e delle professioni. Ma se per un avvocato di Parigi avrebbe poco senso esercitare presso il foro di Roma, visto che nella sola capitale sono attivi studi legali in numero pari a tutta la Francia, per un dentista di Zagabria o Madrid invece ha senso aprire uno studio in Italia, anzi una catena in franchising. Ancora meglio se sono poi i pazienti italiani a migrare verso l’estero. Lo scenario quindi e’ cambiato, il confronto e la concorrenza hanno assunto un piano europeo; ma la concorrenza e’ leale se si hanno le stesse regole, la stessa fiscalita’, gli stessi standard di igiene, gli stessi controlli e adempimenti burocratici, lo stesso rischio d’impresa, gli stessi costi di materiali e di personale, e soprattutto se la formazione e l’esperienza sono paragonabili. Dal clamore mediatico di certe cliniche dentali si evince che il loro obiettivo principale sia attirare nuovi contatti tramite l’esca del prezzo competitivo, scambiando i nostri pazienti per loro “clienti”.
L' Andi, Associazione nazionale dentisti, ha denunciato Groupon all' Antitrust per pratica commerciale scorretta, ma è ancora in attesa di risposta. Ma questo e’ solo un’episodio di questo lungo confronto professionale.

Sostituire la libera professione con strutture che lavorano per pochi euro, offrendo servizi anche gratuiti, significa:
  • ¥ Favorire lo sfruttamento (e mettersi nelle mani) di neolaureati a caccia del primo impiego e sottopagati.
  • ¥ Fare un cattivo investimento in denaro e in salute: spesso in queste cliniche non si considera la situazione generale, si decide per esempio di costruire corone su denti già compromessi da problemi gengivali. Il risultato sarà ovviamente che nel giro di pochi anni denti e corone verranno via. Il denaro investito, spesso nemmeno così poco, sarà stato letteralmente buttato e la salute compromessa – per un risparmio solo apparente.
  • ¥ Assenza di prevenzione: con la crisi si preferisce il dentista gratis, ovvero nessuna cura. Senza prevenzione però è facile che nel tempo si verifichino patologie importanti, che comportano anche una spesa maggiore, magari evitabile con qualche visita. Se il paziente non può pagare una prevenzione, difficilmente poi riuscirà a pagare un’eventuale riabilitazione.
  • ¥ La terapia come prodotto: la salute viene vista come un oggetto da comprare al miglior costo. Non si considera che un dentista è una persona che fornisce una prestazione intellettuale, derivante da preparazione, pratica e studi approfonditi, quindi mai uguale a quella di un altro professionista.
  • ¥ E se le cose andassero male? Siamo pronti ad affrontare una causa legale con avvocati esteri?
  • ¥ Se un costo alto non è sinonimo di serietà, nemmeno un costo basso lo è: recentemente due studi legati a una nota catena dentistica in franchising, sono spariti da un giorno all’altro, lasciando a metà lavori già saldati dai pazienti, senza pagare dipendenti e fornitori.
 Da un punto di vista imprenditoriale, il dentista low cost – fa bene. Sì, perchè quando il lavoro svolto in bocca al paziente pochi anni prima sarà da buttare, potrà poi proporre cure estese e costose. Questo è produrre salute? No, è un approccio commerciale. Il mio obiettivo e’ quello di fare autentica informazione sanitaria, per spiegare cosa sia una terapia specialistica e cosa si nasconde dietro a un “prodotto sanitario” basato sul prezzo. Lasciare passare l’idea che la terapia sia un prodotto è profondamente sbagliato. Se iniziassi a guardare i miei pazienti dal punto di vista imprenditoriale, invece che medico, scambierei una cura per una vendita. Nel mio studio crediamo in una società in cui permanga il rapporto tra le persone.
Ma la cosa piu’ importante e’ l’informazione. Informarsi sui medici, sulle procedure, sui materiali, sull’assistenza. Voglio pazienti che mi scelgano per la mia formazione specialistica, per la mia esperienza, per la soddisfazione di quanti gia’ si sono sottoposti alle mie cure; che diffidino di me prima di tutti, che mettano alla prova il mio curriculum e tutta la mia storia professionale, nell’interesse superiore della propria salute.
Ulteriori approfondimenti e contatti su www.micheledicosola.it




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La giungla degli impianti dentali:
300 modelli diversi

A forma conica, cilindrica, a lama, sotto/gengivali, forme miste, in titanio, zirconia, acciaio, leghe varie, superfici lisce, acidificate, mordensate, etc., etc stiamo parlando di impianti dentali. Tanti di voi hanno perso uno o piu denti e per sostituirli il vostro dentista vi ha sicuramente consigliato di posizionare un impianto e tanti lo hanno lasciato fare. Ma vi siete mai chiesti se questa vite inserita nelle vostre carni abbia o no un riconoscimento mondiale ? Gli impianti dentali sono tutti uguali? Una recente inchiesta del Corriere della Sera ha riportato che da Trapani a Bolzano la Societa’ Italiana di Implantologia ha contato piu di trecento aziende che producono e commercializzano impianti dentali nel territorio Italiano. Ma come fa un cittadino comune a capire se il sistema vite/corona che il suo dentista gli propone e’ di buona qualita? Chi ci e’ passato lo sa! Dei 300 sistemi implantari censiti solo 10 sono riconosciuti a livello mondiale dalla Food and Drug Administration (FDA) che garantisce assenza di rischi per la salute e sottopone il prodotto a severi controlli e test di qualita e biocompatibilita. Spiega Michele Di Cosola, medico chirurgo/odontoiatra specialista in chirurgia maxillo/facciale. Come qualsiasi dispositivo anche gli impianti dentali devono avere il marchio Ce richiesto dalla direttiva Europea 93/42 con il quale si attesta la conformita alle normative comunitarie necessarie alla commercializzazione del prodotto nel mercato unico. Il problema e’ che purtroppo si tratta di un’autocertificazione. Come garanzia ulteriore oltre al marchio europeo adesso esiste il passaporto implantare, una sorta di carta di identita da consegnare al paziente che almeno indichi la marca, il modello e la misura dell’impianto posizionato; le aziende piu serie lo forniscono ai dentisti che pero non sono obbligati da nessuna Legge a consegnarli, esiste solo il dovere deontologico del professionista. Ma in questa situazione paradossale sarebbe ottima abitudine e cautela del paziente esigerlo anche indipendentemente dal rapporto di fiducia. Molti sono i dentisti corretti e preparati ma genericamente il paziente e’ indifeso. Forse e’ anche per queste ragioni oltre che per la nota crisi economica che 6 italiani su 10 nell’ultimo anno non hanno messo piede in uno studio odontoiatrico. L’estrema confusione nel settore sta generando fenomeni di cloni implantari per essere sempre piu’ Low/cost, prodotti nei retrobottega dei laboratori odontotecnici con costo di produzione inferiori a 50 euro al pezzo e proposto al paziente a 1.000 euro. Il mercato infatti e’ estremamente appetibile. Ogni anno in Italia vengono posizionati 1.200.000 impianti su una popolazione di circa 60 milioni; per avere un confronto in America ne vengono inseriti circa 1.500.000 ma su 300 milioni di abitanti. Ecco perche’ nel bel Paese piu del 63% degli studi offre un servizio di implantologia. L’implantologia rappresenta il trend in piu rapida ascesa nel settore dentale con un tasso di crescita del 15% annuo. Gli impianti dentali NON sono tutti uguali, e’ indispensabile chiedere al proprio dentista maggiori informazioni tecniche, caratteristiche, recensioni sui prodotti che vengono impiegati nella nostra bocca. Si tratta della nostra salute non di un’acquisto Low/cost. Scegliere professionisti titolati ed accreditati nel settore e’ sempre la mossa piu’ corretta, ma soprattutto informarsi per tutelarsi. Ulteriori approfondimenti sulle pagine istituzionali di categoria e su www.studiodicosola.it o seguitemi su Facebook su studiodicosola.it





LA DENTIERA DI OBAMA.
“L’importanza dei denti fissi.”

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Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe alla civilta’ occidentale se il presidente degli U.S.A. Barak Obama fosse un paziente edentulo? Meglio definito come portatore di protesi mobile, ovvero dentiera o scheletrato. Certamente avrebbe meno appeal, fascino, autorevolezza, sicurezza in se, almeno per quanto riguarda le sue apparizioni in pubblico. E poi che imbarazzo alle cene ufficiali con i capi di Stato e nei suoi interventi alle Nazioni Unite; immaginate che chieda:
“ Qualcuno ha per caso una pasta per dentiere, devo introdurre l’argomento Pace nel Mondo e vorrei avere nervi e denti saldi…” Infatti come tutti i portatori di protesi mobili sanno, spesso i loro denti perdono aderenza e mentre si parla o mangia si staccano dal palato risultando visibili a tutti con grande imbarazzo. Ma come negare il grande piacere di poter guardare i propri denti in un bicchiere d’acqua frizzante poggiato sul nostro comodino durante la notte? E come compensare l’eterna salute dei denti visto che sono di resina o porcellana? Avete mai considerato che a volte perdere i denti e’ meglio che perdere la testa?
Questi ed altri innumerevoli svantaggi sono purtroppo correlati alle protesi mobili, ma esiste una soluzione?
Lo abbiamo chiesto ad uno specialista accreditato del settore, il
Dr. Michele Di Cosola, medico chirurgo, odontoiatra, chirurgo maxillo/facciale, docente universitario nel master in chirurgia orale dell’Universita’ di Foggia.
-Dott. Di Cosola, esistono alternative alla dentiera, per chi gia’ la usa o per chi ne e’ prossimo utilizzatore?
-“Certo! Le protesi orali sono soluzioni che vengono da lontano nella storia dell’odontostomatologia, esistono reperti risalenti agli egizi o etruschi, sono nei ricordi legati alle nostre nonne, ma oggi e’ ormai una soluzione che puo’ essere indicata solo in alcuni casi selezionati. Gli impianti endossei che hanno rivoluzionato questo settore, consentono di sostenere in maniera stabile un dente singolo o un’arcata intera, liberando il paziente dalla schiavitu’ di dimenticare i denti a casa.”
-Tutti possono fare gli impianti?
-“L’implantologia e’ molto diffusa e quasi tutti possono fare gli impianti, ad eccezione di una piccola quota di persone con problemi di salute generale o che assumano alcune categorie di farmaci, ma un bravo medico o odontoiatra e’ in grado di fare diagnosi e di scegliere i candidati migliori alla chirurgia. Consiglio sempre ai miei pazienti di rivolgersi a professionisti noti e con una formazione specifica, che siano chirurghi esperti e non improvvisati o inesperti. Bisogna tenere a mente che si tratta di un atto chirurgico e non e’ un prodotto da acquistare al ribasso. Per cui chiedetevi sempre: Se Obama avesse il problema di doversi sottoporre ad implantologia, a chi si rivolgerebbe? Sicuramente cercherebbe il piu’ titolato ed esperto a lui piu’ vicino; fate la stessa cosa.”
-E se c’e’ mancanza di osso?
-“Grazie alle possibilita’ offerte dalla moderna chirurgia orale e dai nuovi bio/materiali derivanti dall’ingegneria tissutale, e’ oggi possibile ricostruire l’osso e le strutture anatomiche che in questi pazienti sono spesso assenti. Tali ricostruzioni servono ad ospitare gli impianti di lunghezza standard o zigomatici sui quali verranno ancorati i denti in maniera stabile e definitiva, restituendo la naturale sensazione di denti fissi, come se fossero propri.”
-Cosa sono gli impianti zigomatici?
-“Sono degli impianti in titanio piu’ lunghi di quelli convenzionali, che vengono inseriti nell’osso zigomatico, determinando un’ ancoraggio stabile ed immediato che consente di fissare i denti gia’ subito dopo l’intervento, ottenendo un risultato estetico e funzionale strabiliante.”
-Ringraziamo il Dott. Di Cosola per aver messo a nostra disposizione la sua professionalita’ e competenza e lo invitiamo ad un nuovo appuntamento.
-“Ringrazio la redazione ed i lettori che mi permettono di informarli con parole semplici su concetti complessi e tecnici che riguardano la loro salute. Voglio pazienti coscienti, preparati che sappiano distinguere una vendita da una cura, anche in casi gravi, questo e’ il dovere del medico. Fare divulgazione scientifica e’ per me parte integrante della mia professione.
Per ringraziare i lettori della loro preziosa attenzione, propongo numerosi approfondimenti ed opportunita’ su
www.micheledicosola.it.”




Jhon Lennon vivo (di nuovo) grazie ad un dente!
Clonare il Beatle usando il dente del giudizio.
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Clonare Jhon Lennon? Usando il DNA contenuto in un dente?
Sono queste le intenzioni espresse da Michael Zuk, odontoiatra canadese che nel 2013 aveva acquistato all’asta per 33.000 dollari, il prezioso cimelio del cantante di Liverpool. Sicuramente bisogna ammettere che se da un punto di vista deontologico quest’ idea puo’ apparire discutibile, dal punto di vista finanziario si presenta come una ghiotta opportunita’. Per sua stessa ammissione, cio’ che lo ha spinto e’ il forte guadagno che sicuramente realizzera’ rivendendo il prezioso scrigno a societa’ specializzate nell’estrarre il DNA dalla polpa dentaria.
Abbiamo chiesto al
Dott. Michele Di Cosola medico odontoiatra specialista in chirurgia maxillo/facciale e docente universitario nel master di chirurgia orale dell’universita’ di Foggia, quale fosse il suo parere in merito a tale vicenda.
-E’ davvero possibile clonare un essere umano partendo da un dente?
-“Gia’ Crichton autore di Giurassic Park, lo aveva previsto; generare dal DNA contenuto in un dente un dinosauro.
Certamente siamo nel campo della fantascienza letteraria, ma per quanto riguarda il concetto in se’, preciso che teoricamente e’ possibile estrarre il DNA da un dente; anzi ci sono numerosi centri nel mondo che studiano le applicazioni di questa metodica.
-Ma di che dente si tratta nel caso di Lennon?
-“Probabilmente di un dente del giudizio, estratto a causa di una carie o di una disodontiasi”
-Cos’ e’ la disodontiasi?
- “Quando un dente ha poco spazio per completare la sua eruzione, a causa di un orientamento scorretto o di altri elementi dentari, si determinano dei fenomeni infiammatori locali che possono essere anche dolorosi, per cui si richiede l’estrazione, che puo’ essere semplice o chirurgica nel caso in cui sia imprigionato nell’osso e nella gengiva.”
- E’ un ‘ intervento chirurgico difficile o pericoloso?
-“ Anche se ambulatoriale, e’ pur sempre un intervento chirurgico che pretende la sua dignita’; pertanto deve essere eseguito in ambiente sterile, con strumenti idonei, classici o piezoelettrici, ma soprattutto deve essere eseguito da dentisti o medici qualificati, esperti in questo tipo di chirurgia. Ricordo sempre ai miei pazienti di rivolgersi a professionisti esperti, leader del settore che abbiano a cuore la salute dei propri assistiti piu’ che delle loro finanze; che sia un medico che cura e non un venditore.”
-Cosa e’ la Piezo-chirurgia?
-“ Gli strumenti Piezo-elettrici sono in grado di produrre scalfiture nell’osso e dividere i denti senza danneggiare i tessuti molli. Cio’ rappresenta un enorme vantaggio rispetto agli strumenti classici, poiche’ consentono di rimuovere un dente del giudizio senza lesionare accidentalmente nervi, vasi o altre strutture nobili del cavo orale. Per brevita’ spero di aver esemplificato chiaramente un concetto nuovo della chirurgia, non solo orale, infatti il trapano a ultrasuoni e’ utilizzato anche in neurochirurgia, ortopedia, chirurgia della colonna vertebrale, ed altre applicazioni ancora. Per ulteriori approfondimenti invito i lettori sul mio sito:
www.micheledicosola.it.
-Tornando a Lennon, ritiene quindi che sara’ possibile in futuro riascoltare dal vivo Imagine grazie ad un dente del giudizio?
-“Lo useranno per generare un altro piccolo Beatles che sara’ nella forma uguale a Lennon, ma sicuramente cio’ che non si potra’ riprodurre sara’ la sostanza, frutto di irripetibili esperienze soggettive ed incontri personali, senza considerare l’imponderabile tocco divino presente in ogni genio. “



Ma cos’hai mangiato?

L’Alitosi colpisce quasi il 30% degli italiani.

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L'alito cattivo è un problema orale comune, che può essere temporaneo o cronico e avere diverse derivazioni di natura patologica respiratoria e sistemica o più semplicemente locale, ovvero denti cariati, gengiviti, ascessi, bimetallismo orale (presenza di otturazioni dentali in amalgama) e quella che volgarmente chiamiamo piorrea.
La causa principale dell’alitosi sono i batteri, presenti nella bocca. Nella nostra bocca risiedono stabilmente piu’ di 300 tipi diversi di batteri. La saliva ha funzione autopulente, “spazzando via” residui di cibo e batteri, responsabili del cattivo odore e di quella fastidiosa sensazione ferrosa in bocca. Tuttavia, l’azione della saliva non è sufficiente; c’è bisogno anche dell’azione meccanica che svolge lo spazzolamento quotidiano sui denti e sulla lingua oltre che l’uso del filo interdentale che elimina i residui alimentari che ristagnano tra i denti. Avere una buona igiene orale contribuisce quindi a gestire al meglio questa affezione.
Non dimentichiamo però che è necessario rivolgersi a professionisti che possano riscontrare il problema e immediatamente contrastarlo a partire da una seduta di detartrasi. Il tartaro infatti, non è altro che placca mineralizzata. Quella fastidiosa ed antiestetica incrostazione dura e giallognola che si deposita sulle superfici dentali e nei solchi gengivali. Una presenza elevata, diffusa di tartaro e tasche parodontali danno il quadro di piorrea. E’ indispensabile fronteggiare anche la carie. I batteri cariogeni infatti, possono causare la necrosi del dente in toto ma anche in parte determinando il catto odore.
Chiarito che un’attenta igiene orale domiciliare e sistematiche visite dal professionista siano imprescindibili, è bene porre attenzione anche su aspetti non di inferiore importanza. Una dieta equilibrata infatti, ricca di frutta di stagione e verdura fresca sono utili per combattere l’alito pesante piuttosto che ingerire cocktail gasati e alitogeni come l’alcol. Eliminare le abitudini viziate come il fumo, i cibi di difficile digestione che causano il famoso reflusso gastro-esofageo possono contribuire in maniera importante alla salute della nostra bocca.
Bisogna inoltre, limitare anche l’assunzione di alcuni farmaci che possono influenzare l’alito: antibiotici, antistaminici, ansiolitici, antidepressivi, diuretici.

Consigli dell’esperto:

1 Bere tanta acqua, riduce al massimo la quantità in circolo di batteri.
2 Tieni sempre con te un kit di spazzolino e dentifricio per fronteggiare i pasti fuori porta.
3 Un chewing-gum favorisce l’umidificazione della bocca e sollecita l’azione autopulente della salivazione che appunto, viene stimolata.

Consigli della nonna (BIODENT):

1 Coriandolo, menta, eucalipto, rosmarino e cardamomo sono dei buoni rimedi naturali per combattere l’alito cattivo. Si possono masticare o assumere sotto forma di infuso.
2 Bere due tazze d’acqua nella quale si sono fatti bollire alcuni rametti di prezzemolo insieme a due o tre chiodi di garofano.
3 Bere molti succhi di frutta e verdura, mangiare l’avocado, un frutto ricco di beta-carotene, glutatione e potassio.






Linguaccia?
No CELIACHIA.

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Cosa accomuna un grande campione di tennis come Djogovick alla figlia dell’ex presidente U.S.A. Clinton?
E l’attrice Claudia Koll con il presentatore Daniele Bossari? La risposta sta nel loro sistema immunitario, troppo sensibile al glutine, sostanza contenuta nel pane, pasta, pizza e tutti i derivati di grano segale ed orzo, condizione meglio nota come celiachia.
Non e’ una malattia genetica ma ha una predisposizione genetica, che genera vari quadri patologici con sintomatologie di gradi morbosi differenti e localizzazioni intestinali prevalentemente ma a sorpresa indagando in questo campo scopriamo che ha delle manifestazioni anche orali.
Abbiamo chiesto chiarimenti al Dott. Michele Di Cosola, medico chirurgo, odontoiatra, specialista in chirurgia maxillo-facciale, docente universitario e consulente scientifico della Societa’ Italiana di Medicina e Patologia Orale (SIPMO).
-Dott. Di Cosola, come mai la celiachia ha manifestazioni orali?
-“Non bisogna dimenticare che questa intolleranza e’ caratteristica dell’apparato digerente, la bocca ne costituisce il primo tratto; e’ qui infatti che ha inizio il processo digestivo”
-Puo’ spiegare ai nostri lettori il meccanismo per cui cio’ accade?
-“La mucosa intestinale di un soggetto celiaco reagisce agli allergeni, cioe’ al glutine, con una reazione infiammatoria di difesa. Si ha un appiattimento dei villi, cioe’ delle cellule preposte all’assorbimeto delle sostante nutrienti contenute nei cibi, determinando una irritazione che esita in coliti ed enteriti. Questa reazione irritativa di difesa si ha ancor prima che nell’intestino, nella bocca ed in particolar modo sono sia i denti che le gengive ad essere interessati. Sono descritte in letteratura lesioni diverse e di vario grado come glossite atrofica, stomatite aftosa ricorrente, lichen planus, ipoplasia dello smalto, carie multiple, ritardo nello sviluppo delle ossa, ritardo nell’eruzione dei denti, ed altro ancora.”
-Come possiamo orientarci tra questi segni clinici noi che non siamo esperti come lei?
-“La diagnosi precoce e’ fondamentale in questa condizione morbosa. La sua penetrazione nella popolazione italiana e’ in crescita; negli anni 80 si contava un celiaco su 2 mila persone, oggi abbiamo purtroppo un rapporto di uno a 150 abitanti. Ecco perche’ diagnosticare il prima possibile la celiachia e’ ormai molto importante, le manifestazioni orali ci permettono subito di avere i primi strumenti per una corretta diagnosi differenziale.
Consiglio sempre ai miei pazienti di rivolgersi a medici specialisti, accreditati di provata esperienza e qualita’. Anche la figura dell’ odontoiatra che si occupi di patologia orale e’ oggi interessata in quella che e’ la prima linea della diagnosi della celiachia, poiche al comparire delle lesioni precoci l’unico sforzo da chiedere ai nostri pazienti e’ quello di aprire la bocca.”
-Dott. Di Cosola la ringraziamo per il suo intervento e le chiediamo di regalarci un consiglio.
-“Desidero ricordare ai nostri lettori di essere scrupolosi ed attenti nella prima diagnosi, solo un celiaco su sette sa di esserlo, per cui consiglio a tutti di contattare uno specialista alla comparsa di lesioni sospette nella cavita’ orale, evitando l’auto-diagnosi internet dipendente. Esistono medici specialisti ed odontoiatri qualificati in grado di interpretare i cambiamenti nella vostra bocca e capaci di guidarvi in questa condizione morbosa. Sul sito
www.sipmo.it e www.micheledicosola.it e’ possibile trovare altri approfondimenti e contattare